Lui & Lei
nonnina porcellina
19.06.2026 |
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"Scoprimmo di non avere preservativi, ma lei mi tranquillizzò: 'Tranquillo, sono sana, faccio la donazione del sangue'..."
"Questa volta vi racconto un’esperienza vissuta poco dopo il periodo COVID. Non si poteva uscire, o almeno questo è ciò che ci dicevano, così passai settimane a cercare di ingannare il tempo.Tramite il cellulare, scaricai un’applicazione per conoscere persone; il mio intento era quello di incontrare una donna. Cercavo in particolare donne dai 35 ai 60 anni e, alla fine, ho conosciuto una signora molto più grande di me. Era bionda, con gli occhiali e gli occhi azzurri, minuta e di bassa statura, circa 160 cm. Le mandai un messaggio dicendo che avevamo degli interessi in comune, in particolare la passione per il calcio. Mi confidò di essere separata da un po' di tempo e di cercare una persona che le facesse compagnia la sera.
Dopo qualche settimana di scambi di messaggi, volevo mettere in chiaro che non cercavo una relazione o legami simili, e lei accettò. Alla fine del periodo di restrizioni, organizzammo una pizzata a casa sua. Arrivai con qualche minuto di ritardo a causa di una strada interrotta per lavori: portai con me una rosa e un buon profumo. Nelle chat avevamo già parlato dei nostri gusti personali, inclusa la sua voglia di sesso, dato che non ne praticava da molto.
Quando arrivai, mi aprì la porta facendo il segno del silenzio con l'indice sulle labbra e, con l'altra mano, mi invitò a entrare. Mi spiegò che, per evitare pettegolezzi, non voleva farsi vedere mentre invitava un uomo a casa, specialmente di sera. Appena entrato, le diedi i regali; apprezzò molto e mi diede subito un bacio vicino alle labbra. Dal vivo era molto più carina che in foto. Senza perdere tempo, provò il profumo spruzzandosene un po' sul collo, guardandomi negli occhi e chiedendomi di annusarlo da vicino. Mi avvicinai e, con le labbra, sfiorai il suo collo, accendendo subito la tensione.
La pizza arrivò poco dopo; ci sedemmo e, tra una risata e l'altra, gli sguardi divennero sempre più intensi. Lei indossava una camicia di seta bianca, talmente sottile da lasciare intuire che non portasse il reggiseno. Credo che non finimmo nemmeno la cena: eravamo entrati in un momento di tale passione che io ero eccitatissimo. Anche lei era molto presa; aveva i capezzoli duri e si capiva che desiderava spostarsi in camera da letto.
Quando mi alzai da tavola per portare le posate in cucina, lei vide il mio evidente gonfiore. Mi guardò con espressione timida, come se non volesse finire a letto già al primo appuntamento. Poco dopo, però, ci scontrammo in cucina: lo spazio era stretto e sentii il suo seno appoggiarsi contro il mio petto. Lei, imbarazzata, divenne rossa come una ciliegia. Le presi la mano e la accompagnai a sentire il mio gonfiore; rimase di stucco e disse: 'Caspita, che bestia!'. Le chiesi se potevo toglierle la camicia e lei, in modo un po' rozzo, mi rispose: 'Che porco depravato che sei!'.
Rimasi un po' male, non aspettandomi quella reazione. Le chiesi scusa, ma lei, sempre con lo sguardo fisso e arrabbiato, mi disse: 'Cosa credi, che te la dia così, al primo appuntamento?'. Poi scoppiò in una risata: 'Scherzo! Ti ho fatto uno scherzo'. Mi misi a ridere anche io e le dissi: 'Cavolo, ci sono cascato come un pero!'. Lei allora aggiunse: 'Baciami e portami in camera da letto, che ho voglia'.
La presi in braccio mentre lei iniziava a baciarmi, guidandomi verso la stanza. Quando la misi giù, i baci divennero affannosi e i vestiti iniziarono a volare ovunque. La adagiai sul letto ed entrambi, ormai nudi, entrammo in un vortice di erotismo che non poteva essere fermato se non dopo aver consumato il rapporto.
Scesi lentamente verso il suo punto G e, con la lingua, iniziai a praticarle un rapporto orale. Lei gemeva e si contraeva per gli spasmi di piacere, mettendomi le mani sulla testa per tenermi schiacciato contro di sé, mentre il suo sesso era bagnato tra la mia saliva e i suoi umori. Ebbe un orgasmo nella mia bocca, un getto potente e liberatorio. Mi disse che il suo ex marito non le aveva mai praticato un rapporto orale perché non gli piaceva. Volendo ricambiare, mi fece distendere, si avvicinò e prese il mio membro in bocca; fece uno sforzo per non deludermi, anche se il glande era molto voluminoso. Poi, lentamente, iniziò ad abituarsi e a prenderlo sempre più in profondità, finché sentii che raggiunse il fondo della gola. Lo tolsi subito, temendo che potesse soffocare. Ansimava, perché per lei era la prima volta che accoglieva un membro con una circonferenza importante e una misura superiore alla media.
Eravamo in totale simbiosi. Mi disse: 'Ti voglio dentro, toro, fammi diventare la tua vacca'. Le piaceva essere insultata durante il rapporto. Ormai ero turgido e duro come l'acciaio. Scoprimmo di non avere preservativi, ma lei mi tranquillizzò: 'Tranquillo, sono sana, faccio la donazione del sangue'. Io, dal canto mio, avevo solo un'amica con cui, di tanto in tanto, mi incontravo per fare sesso.
Lei è sposata, ma le piaceva trasgredire con un amico fidato. Non ci pensò due minuti: salì sopra di me e, con la mano, si guidò il mio membro dentro. Era bagnata e calda. Iniziò a salire e scendere; era stretta, anche perché era da un po' che non faceva sesso, e il suo seno sbalzava qua e là. Ebbe vari orgasmi mentre la possedevo in diverse posizioni. Non so quanto tempo sia passato, ma sentii che stavo per venire. Lei era sudata, con le guance arrossate e gli occhi pieni di gioia. Le chiesi dove volesse che venissi e lei, ridendo, mi disse: 'Vai tranquillo, sono in menopausa da un bel po''. Stavo per esplodere; la baciai e le nostre lingue si intrecciarono, impazzite di piacere. Le venni dentro con tre o quattro getti potenti e lei ebbe un altro orgasmo fantastico: fu un fiume in piena di emozioni.
Ci siamo piaciuti così tanto che abbiamo ricominciato subito. La sua intimità si abituò immediatamente al mio membro; sentivo che si contraeva per tenermelo dentro. Abbiamo fatto l'amore per tutta la notte: ho perso il conto di quante volte lo abbiamo fatto.
Facemmo la doccia insieme, stremati ma felici. Poi, si sa, le cose sono belle finché durano e noi abbiamo vissuto quel rapporto sempre con l'intento di restare amici. Tuttora ci vediamo, ma non è mai più stato bello come quella sera."
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Vi invitiamo comunque a segnalarci i racconti che pensate non debbano essere pubblicati, sarà nostra premura riesaminare questo racconto.
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